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giovedì 26 marzo 2015
giovedì 5 febbraio 2015
Ora con voce mite
Il prete, molto grasso,
cadenzava le canzoni della messa come faccio io quando imito i cadenzatori di
canzoni (anzi di ca-ne-zo-ni). Cambiava tonalità per ogni strofa perchè partiva con note subito alte.
Incitava però gli altri con frasi come: "ora con voce mite" oppure: "ora con
raccoglimento".
Un Gesù con le gambe da calciatore e un principio di ritenzione idrica pareva assistere, un pó solo e con poca convinzione, in una nicchia.
All' angolo opposto stava defilato il Vescovo, con lo sguardo rigido come la pelle della sua faccia, ma poi ha sorriso a uno.
Di fianco al Vescovo stava un novizio infilato nella sua tonaca nera, con l' aggiunta di un basco nero con un goffo bottone in cima. Particolare modaiolo che mi ha ricordato un ragazzo di Pieve Emanuele che veniva chiamato "Il Che". Il novizio aveva il volto lungo e paffuto e una postura gobba, di una strana mitezza. Non rideva tanto perchè era concentrato.
Alla fine della cerimonia, tutti fuori dalla Chiesa in processione a sparire in una timida nebbia. Nebbia che si portava via anche quel tempo di riti e processioni, quegli uomini e quel tempo che non esistono già più.
Un Gesù con le gambe da calciatore e un principio di ritenzione idrica pareva assistere, un pó solo e con poca convinzione, in una nicchia.
All' angolo opposto stava defilato il Vescovo, con lo sguardo rigido come la pelle della sua faccia, ma poi ha sorriso a uno.
Di fianco al Vescovo stava un novizio infilato nella sua tonaca nera, con l' aggiunta di un basco nero con un goffo bottone in cima. Particolare modaiolo che mi ha ricordato un ragazzo di Pieve Emanuele che veniva chiamato "Il Che". Il novizio aveva il volto lungo e paffuto e una postura gobba, di una strana mitezza. Non rideva tanto perchè era concentrato.
Alla fine della cerimonia, tutti fuori dalla Chiesa in processione a sparire in una timida nebbia. Nebbia che si portava via anche quel tempo di riti e processioni, quegli uomini e quel tempo che non esistono già più.
Ora tutto é, così dicono, a portata di mano (o di dito); spariscono quindi i
riti, i tempi, le preci, le lunghe suppliche, le camminate da un luogo a un altro, le attese. Tutto viene servito e applicato, anche gli dei. Niente di male, se non fosse per quel
sentore sottile di qualcosa che sembra sfuggire un pó di mano, come una
fregatura che si è costretti ad acquistare, senza alternative. Forse è attaccamento al tempo. Penso che le cose tendano
giustamente e naturalmente a semplificarsi, ma non per intelligenza,
piuttosto per comodità e necessità.
venerdì 30 gennaio 2015
Novanta
Ricordo una esistenza più povera, allora. Era molto più povera; meno scemenze in generale e più carne. Più errori, certo. Tutto naif, beninteso. Le linee del tempo, come corsi d' acqua, spingono su direzioni parallele e, di fianco a me, cammina la grinta e il ruggito di quegli anni straordinari in cui ci si trovava appena cresciuti, come svegliati all' improvviso da un sogno, tra drammi privati e collettivi. Così, all' improvviso, probabilmente entra la coscienza nella esistenza cerebrale. Poi una semplicissima spinta a correre e a gridare, contenti di molto meno e spinti verso molto di più. Ecco, ci si trova senza troppi avvisi dentro la propria esistenza, e quello che si pensava fino al giorno prima, d'un tratto suona strano, suona male. Allora bisogna correre e niente di più.
sabato 17 gennaio 2015
Oggi la vita mi guardava nuotare mentre io guardavo lei nuotare.
É piccolo, il sapere del mondo; non fa che rimasticare qualcosa di già masticato. Qualcuno lancia delle noccioline; ecco allora che uno grida da una parte, un altro da un'altra parte, e avanti così in un socialsforzo a chi mastica meglio.
É piccolo, il sapere del mondo; non fa che rimasticare qualcosa di già masticato. Qualcuno lancia delle noccioline; ecco allora che uno grida da una parte, un altro da un'altra parte, e avanti così in un socialsforzo a chi mastica meglio.
mercoledì 31 dicembre 2014
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