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sabato 21 dicembre 2013

Ferro 3 di Kim Ki Duk
 
Castaway on the moon di Hae-jun Lee
Locandina Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera
Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera di Kim Ki Duk

La serie tv Paranoia Agent di Satoshi Kon

Only Yesterday di Isao Takahata ( e soprattutto dello Studio Ghibli)

Old Boy di Chan-wook Park

Tokyo Godfathers di Satoshi Kon
Summer Wars di Mamoru Hosoda.
Mentre penso a come la vita si blocchi in alcuni snodi nella difficoltà di superarli con della normalissima saggezza, una uscita con dei cari amici mi restituisce i miei anni 90. I capelli sulle spalle, il fustagno, l' andatura incerta, "Vs" dei Pearl Jam. Gli errori così grossolani e ridicoli ma così sinceri, l' infuocata voglia di vivere ignara di quante volte sarei dovuto morire.
L' incapacità di ridere o piangere per dei motivi validi.
Il primo amore, le altalene mistiche.
Gli ideali irrazionali e i sogni, uno contro l' altro, con la costante insofferenza come forza motrice.

Ora c'è un sorriso un poco più dolce di giorno e uno strano ghigno la sera.

Il peso delle parole, così nude e volgari, i primi silenzi indecifrabili
i vuoti di senso
una follia così ingenua, così forte, oltre me.
I primi viaggi e la disperazione di giorni e di settimane,
quel buttarsi nel vuoto per scoprirsi vivi
il brivido oltre le paure


Ecco, tutto
in me/te è acuto
Qualcuno arriverà dopodomani
e forse ancora
mentre terrà la testa tra le mani
si prenderà un gioco di me/te
Ma ora tutto è acuto
si tratta di oltrepassare quella soglia di resistenza che non fa scattare in avanti
la capacità di vedere il vuoto intorno alle cose
Ecco tutto

Ed è ciò che dipingo: questo vuoto intorno alle anime che si chiude mentre si cresce in età e ci si allontana dal cuore sterminato della propria infanzia. Per recuperare quel senso forte di vita bisogna rischiare il vuoto, le altezze, i burroni, le soglie da rompere, le proprie borghesie, le anestesie, i canti delle sirene.









venerdì 8 novembre 2013

lunedì 4 novembre 2013




PALAZZO COLLICOLA ARTI VISIVE

presenta


ATOLLO
A cura di Gianluca Marziani

Stefano Abbiati
Teresa Emanuele
Mauro Maugliani
Silvia Morani
Francesco Paretti
Vincenzo Pennacchi
Nicola Pucci

 OPENING: sabato 14 dicembre 2013 ore 15:00


 La mostra prosegue fino al 16 marzo 2014


Contatti stampa Palazzo Collicola: info@palazzocollicola.it
Contatti stampa Sistema Museo: ufficiostampa@sistemamuseo.it

ATOLLO per alzare la temperatura invernale di Palazzo Collicola Arti Visive
ATOLLO per incrociare i linguaggi visivi in una sinestesia fluida del presente
ATOLLO è un viaggio espositivo con sette artisti italiani delle ultime generazioni
ATOLLO come tessitura di ipotesi visive, cortocircuiti linguistici, conflitti dialettici
ATOLLO verso la pittura più biologica, germinativa, indefinibile
ATOLLO verso la pittura che si espande negli ambienti, sui materiali, oltre il telaio
ATOLLO verso la pittura che certifica la finzione del realismo
ATOLLO verso la pittura che certifica il realismo della finzione
ATOLLO verso la fotografia che riabilita i codici storici, le matrici, le radici necessarie
ATOLLO verso la fotografia che usa consapevolezza sui valori digitali
ATOLLO verso il video che metabolizza la moda e i suoi codici figurativi
ATOLLO verso il video che metabolizza le diverse arti dentro i suoi codici figurativi
ATOLLO verso il design che incontra le ragioni concettuali dell’architettura
ATOLLO verso il design che elabora le funzioni dentro i codici plastici della scultura
ATOLLO per proporre, indicare, connettere…
ATOLLO per rischiare, smuovere, attraversare…

Stefano Abbiati  CONDOMINIO

Quadri in forma di cubo, opere come finestre 20x20, aperture seriali su un ideale meta-condominio che lascia scoprire la vita “domestica” dei suoi abitanti speciali. Abbiati ha raccolto immagini legate al divertimento, ai concorsi di bellezza, alla realtà dei cosplayer, ai party in piscina… le ha poi trasformate e metabolizzate nei modi processuali che lo contraddistinguono, agendo per passaggi connessi, secondo metodi di stratificazione che decretano la tensione organica dei soggetti, la biologia interna delle scene, dove tutto sembra in lenta consumazione come cellule verso il loro destino. Legno, tempera, plexiglas dipinto ma anche elementi in cartapesta per alimentare una figurazione tra memoria e aspettativa, evanescenza e impronta profonda. Abbiati conferma a Spoleto le raffinatezze concettuali del suo voyeurismo pittorico, un viaggio di modulazioni sensibili dei toni cromatici e dei temi intrapresi, sul limbo metodico tra carne e spirito, materia e codice teorico. Un percorso che indaga memorie pubbliche e private, abitudini popolari e idolatrie, su quel bilico articolato tra echi letterari e impianto filosofico.

Gianluca Marziani: “L’arte di Abbiati sta crescendo a una velocità biologica che ricorda i processi chimici, quel loro mescolarsi indefesso e accelerato che elabora risultati prevedibili e al contempo inaspettati. Disegno e colore si fondono in una matrice mineralizzata, simile alla morbidezza gelatinosa del vetro in lavorazione. La forma che noi vediamo, per capirci, è il risultato del processo interiore, lo specchio di una progressione tra stadi della materia e passaggi del pensiero teorico.”

Luca Beatrice: “L’immagine, non rispettando il fine mimetico, non è più un luogo di rivelazioni, ma d’identificazioni fantastiche che evocano o rilasciano significati altri. Il rappresentabile è solo il medium per veicolare risonanze e dissonanze con la propria memoria storica.”

Alberto Mugnaini: “Dietro ai dipinti c’è un’apertura culturale che lo porta a spaziare dai miti classici alle idolatrie contemporanee, e che gli concede l’agio di isolare e sviluppare motivi e iconografie che mettono a nudo una vulnerabilità originaria dell’individuo, soggetto e depositario di un pathos le cui radici affondano in una dimensione immemoriale. Il suo è un incedere nei territori del grottesco, su una scena tragicomica calata in uno stato di regressione esistenziale, in un clima di degenerazione in cui si solidificano fantasmi dell’inconscio e affiorano lineamenti dispersi e confusi negli annuari della storia dell’arte.” 

www.stefanoabbiati.it


Courtesy Romberg Contemporanea
"Colmare ogni istante di un contenuto essenziale, nella consapevolezza che esso non si ripeterà mai più come tale"
P. A. Florenskij

sabato 2 novembre 2013



Passammo lungo le scale, parlando di questo e quello
Malgrado non fossi lì, lui disse che ero suo amico
Il che mi sorprese, parlai ai suoi occhi
Pensavo che eri morto solo, molto molto tempo fa 9.

Oh no, non io
Io non ho mai perso il controllo.
Sei di fronte
All'Uomo Che Vendette il Mondo.

Ho riso e gli ho stretto la mano, e sono tornato a casa
Ho cercato una forma e una terra, per anni e anni ho vagato

Ho fissato intensamente tutti i milioni che ci sono qui.
Dobbiamo essere morti soli, molto molto tempo fa.

Chi lo sa? Non io
Non abbiamo mai perso il controllo
Siete di fronte
All'Uomo Che Vendette il Mondo

traduzione da www.testitradotti.it

giovedì 31 ottobre 2013

Chi vive unicamente di sensazioni e per le sensazioni, non è che un pigro d' animo cronico, e quando si troverà ad affrontare dei momenti importanti o di passaggio, tutti i suoi sorrisi smaltati che avrà distribuito come pane secco ai poveri  o ai propri amici in cerca di vana e facile venerazione lo abbandoneranno alla propria insopportabile solitudine, in balia della propria pesantissima, vuota leggerezza. Meno peggiore allora il sentimentalismo di una pubblicità per autovetture, perché almeno è cosciente recitazione, e non tiene addormentato l' attore.
Non ti accontentare del caso, non ti rassegnare. Non si è mai visto né sentito un angelo sghignazzare né ridere, ed è bene vivere come angeli.






lunedì 28 ottobre 2013

Un amore sconfinato.Come quando passa una bambina che ride con sua madre e senti una lama bianca che parte dallo stomaco e si assesta in gola. Forse un giorno questa creatura soffrirà e questa lama partirà e sarà sua madre che la aspetterà alzata a tarda notte, quando sprofonderà nel suo cuscino in silenzio,senza nessuno; sarà il cuscino.
Poi la lama ripartirà, e sarà il dorso di una montagna, una duna della cava di bauxite di Otranto, il marciapiede su cui siederà un uomo che non saprà cosa fare. Sparire nell'amore che forma tutte le cose. Ricordati di ricordare.

domenica 27 ottobre 2013

Una canzone di Finardi del 1987 mi riporta al cuore mia nonna, la Fiat Uno blu, il blocco per i disegni, poche piccole cose, il mare che era  grande, l' amore sconfinato intrappolato in gola. Come a essere sempre sul punto di scoppiare a ridere,oppure piangere.

giovedì 24 ottobre 2013

Tutti temono la morte,soprattutto astrattamente. Ben pochi, però, temono quanto possa essere già concretamente morta la propria vita, senza la attenzione.
Ogni sentimento che spendi è in te,è tuo. Può sembrarti rivolto a qualcuno o qualcosa,in realtà è in te e,in realtà,sei suo ospite.Tieni le stanze pulite e profumate e non attaccarti alle cose,poiché ti governeranno.

mercoledì 23 ottobre 2013

Vedi come è folle la vita propinata da questi tecnocrati e burocrati,così spiritualmente retrograda. Manichini incastrati in un corpo a loro incomprensibile, sergenti del nulla che non hanno sentimenti se non per i propri padroni.

martedì 22 ottobre 2013

È mattino presto. Un caffè al bar e alla radio la solita discussione in prima persona plurale sulle abitudini di massa.Non sopporto tutti quei "noi", così omologati e banali. Qualcuno sbadiglia malamente,una donna ride starnazzando. La vita muore continuamente,mentre parte il sole in cielo,spicca e si staglia che sembra settembre. Penso all'uomo che fa di tutto per dare eternità alle cose,e ignora che le cose eternamente cambiano,cadono. ÈMa è sempre mattina presto.

sabato 12 ottobre 2013


La vicenda di Gigi Meroni


giovedì 10 ottobre 2013

martedì 8 ottobre 2013


Per trattenere tutto quel cielo così grande su di me mi resi conto che non avrei più smesso di disegnare. In quei momenti ero tutto cielo e, per crescere, avrei dovuto prima trattenere tutto quel cielo conservando l'istinto del disegno,poiché mentre disegnavo c'era tutto il mondo nel foglio e io ero il foglio.
Oltre se' ci sono praterie,mondi,mari. Un enorme vento. Per gli uomini soltanto stagioni e amori di stagione; in primavera allora é tutto un fiorire di voti, fiori, incensi e madonnine. Poi viene l'estate ed esplode lo spirito ed è tutto un ringraziare,mettersi a disposizione,servire. Viene poi l'autunno e il cuore si smorza, ritornano gli squilli della personalità o presunta tale, le foglie imbruniscono. Infine viene l'inverno, le madonne se ne vanno, si chiudono i diari e le finestre, tutto é troppo, arrivederci amoruccio.
Eppure c'è una parte che ben oltre la memoria che si attiva, ad esempio, nella sensazione magica dell'essere in viaggio, di dedicarsi oppure di perdersi in qualcosa. Qualcosa dietro gli angoli. Non ti perdere.

martedì 1 ottobre 2013

venerdì 20 settembre 2013



Se ti avvicinerai mai ad un umano
e al comportamento umano
tieniti pronto a confonderti
senza alcun dubbio non c'è logica
nel comportamento umano
ma è tuttavia così irresistibile
e non c'è un manuale di istruzioni
loro sono molto lunatici
(e il comportamento umano)
all'improvviso diventano felici
ma, quando si è coinvolti
nello scambio di emozioni umane,
è sempre così soddisfacente
e non c'è un manuale di istruzioni
comportamento umano, umano
comportamento umano, umano...
e non c'è un manuale di istruzioni
e un compasso nemmeno aiuterebbe
comportamento umano, umano
comportamento umano, umano...
senza alcun dubbio non c'è logica
nel comportamento umano
senza alcun dubbio non c'è logica
nel comportamento umano
umano, umano, umano...

giovedì 19 settembre 2013

Preparare un fuoco

Pensando all' apatia di molti misticismi di stampo orientale  venduti come "distacco", tu non lasciare che la tua eternità si avveleni a poco a poco, come quando molte cose (forse tutte) sembrano seguire una curva perversa e perfida alla fine della quale si ritrovano capovolte, ribaltate, rovinate, sconfitte sotto il peso dell' io.
Non c'è male, ma soprattutto vuoto divoratore. Esso conquista spazi, distrugge. Assorda i suoni, acceca la vista. Le cose non tradiscono, sei tu a tradirle nel cuore tuo perchè le trascini con te.
Si sente a tal proposito risuonare spesso l' appello cattolico "non abbiate paura". Ma paura di cosa? In che senso? Evocandola,  invece, la paura si appropria degli spazi che prima non avrebbe avuto. Posso provare coraggio in astratto su motivi di fede? E perchè mai dovrei accettare questo vuoto intorno di una battaglia che si basa su astrazioni ed esperienze indirette e filtrate da altri? 
Cosa stai costruendo, piuttosto? Degli spazi pieni o degli spazi vuoti?



Jack London, "Preparare un fuoco", 1885.

domenica 8 settembre 2013

Il cavallo di Torino

Un film durissimo, lentissimo, difficile. Serve stare in un altro tempo. Bellissima fotografia.

« Vi è un'insistenza patologica nel riprodurre costantemente le stesse azioni nell'attesa che qualcosa di nuovo accada. È una tendenza tipica dell'essere umano. Quello che ho fatto nel mio film è stato riprodurre la vita. » (Béla Tarr)

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_cavallo_di_Torino

Ecco, è molto indicativo "Racconto d' autunno" di Landolfi; un maniero nel cuore di una foresta mentre si è in fuga da una guerra. Così si è ospiti della realtà, e si calza il proprio corpo col proprio spirito.

sabato 23 febbraio 2013

mercoledì 2 gennaio 2013