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lunedì 27 dicembre 2010

martedì 21 dicembre 2010

L' intervista per Lobodilattice.com su
http://www.lobodilattice.com/arte/intervista_stefano_abbiati_-_parola_agli_artisti_25

lunedì 13 dicembre 2010


C'è un sacco di gente che muore nelle maniere più disparate. Alcuni muoiono due volte, o tre. Altri non si sa bene. Altri ancora, magari, non muoiono affatto. Questo fatto della morte, per esempio, me lo ha ricordato uno che ha fatto una manovra un pò spericolata con una Porsche Carrera 911 S. Quello con la Porsche Carrera 911 S ha compiuto un sorpasso azzardato sulla destra. Però c'era molto traffico, stamattina, e quello con la Porsche Carrera 911 S dopo la manovra azzardata si è dovuto fermare qualche metro più avanti. C'era traffico; dev' essere molto difficile avere una Porsche Carrera 911 S e rimanere incassati nel traffico di Milano delle 8 del mattino. Ogni tanto addirittura superavo quello con la Porsche Carrera 911 S. Ho cominciato a pensare anche di essermi trovato nel posto sbagliato; succede così quando i miei capelli sono fuori posto. In genere si alza come una specie di antenna sulla sommità come una antenna. Magari simile a quella di una Porsche Carrera 911 S.



venerdì 10 dicembre 2010

Nelle città il pianto di alcune persone esce dalle porte. Cioè; nelle campagne ulula con il vento e spesso non ci si accorge. Non che sia migliore o peggiore, è solo più silenzioso.
Spesso in città il pianto esce dai portoni; oggi mentre aprivo quello del palazzo milanese dove abito ho incontrato una signora. Me lo ha aperto lei, il portone, mentre cercavo le chiavi ; volevo salutare quella signora, ma mi sono subito accorto che piangeva e ho sentito come una mano a bloccare quel saluto, rimasto più che altro nella gola. E poi ho visto che girava il viso tutto da una parte come a non farsi vedere per farsi vedere. E' un pò il gioco crudele del pianto. Però queste visioni ti lavano un pò dentro, e ho cominciato la giornata pieno d' acqua.


venerdì 26 novembre 2010




Per sfuggire alla stupidità del mondo e al suo disonore devi conoscere le leggi del suo Governo dittatoriale.
Gran parte di queste leggi non si possono cambiare; molte si possono aggirare, poche si possono modificare.
Ma il sapere, sopra la terra, è contato e distribuito per centimentri e fazzoletti di terreno. Proprio come il cibo, gli alimenti, le sementi.
Quando qualcuno non coglie un frutto, o un campo è incustodito, fiondati su quel cibo.





mercoledì 17 novembre 2010

Canto di un pittore.

Poichè l' anima si nutre di impressioni, avere un quadro in casa nutre l' anima e la tiene viva. Questa è la sensazione di calore, di compagnia silenziosa, di racconto nascosto in un quadro; sei tu che stai vivendo. Quando avrai finito la tua vita di mele raccolte, dovrai vedere se la tua anima sarà viva. Se non hai comprato un quadro in vita tua sono cavoli tuoi.

venerdì 12 novembre 2010






Curiositè

30/03/2010

LETIZIA MORATTI VISITA A SORPRESA IL (CON)TEMPORARYART

Il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha fatto una visita a sorpresa al (con)TemporaryArt, al Superstudio Più. Insieme a Gisella Borioli, che ha ideato l'evento, e a Giovanni Bonelli, gallerista e consulente, ha girato in tutti gli spazi, soffermandosi nella mostra di Stefano Abbiati, nella antologica di Flavio Lucchini, nella personale di Marillina Fortuna. Ha apprezzato la presenza di artisti internazionali di fama come Shepard Fairey e Banksy, ma anche la presenza di giovani artisti italiani sparsi in tutte le sale. Ha ammirato l'imponente esposizione ExtraExtraLarge con opere di grandissima dimensione, ha sorriso con la curiosa mostra ExtraExtraSmall, con opere minime e gustose. Alla fine ha dichiarato a stampa e tv : "Dopo il successo delle precedenti edizioni questa iniziativa è diventata il punto di riferimento delle nuove tendenze dell'arte, rafforzando l'immagine della nostra città, sempre più presente nel circuito internazionale degli eventi culturali". Grazie Sindaco!

Fonte: www.superstudiogroup.com

giovedì 11 novembre 2010

mercoledì 10 novembre 2010

E' la terra, la madre che genera i sogni; anche quelli che ci allontanano da lei. Ogni tanto ci richiama a sè perchè vuole che la andiamo a trovare; ma poi sa anche lei che dobbiamo ripartire. Mentre noi siamo lontani, si veste dei ricordi e delle storie nate con noi sopra i campi di grano, le distese d' acqua dolce o salata, le foreste e i boschi dove ululano certi animali. E alla fine, a ben pensarci, noi non andiamo nè veniamo; siamo sempre e solo figli di qualcos' altro; nulla da inventare di veramente nuovo, si sa. Ma pur sempre figli.

mercoledì 27 ottobre 2010


Mystical Chihuahua

tecnica mista su tavola
2010


"Virginia Woolf"
tecnica mista su tavola 20x20cm
2010

lunedì 25 ottobre 2010

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa dei cielo, sento che per me è capodanno.
Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano
un'azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova
gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.
Dicono che la cronologia è l'ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche
ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva
conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch'essi capodanni. Il
capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell'età moderna. E sono diventati cosí invadenti e cosí fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 o il 1192 siano come montagne che l'umanità ha valicato di
colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Cosí la data diventa un
ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa la film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.
Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno
voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il
riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo
nell'animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita
vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.
Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell'immondezzaio tutte
queste date che ormai non hanno piú nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d'inventario dai nostri sciocchissimi antenati.
(1° gennaio 1916).

A. Gramsci "Sotto la Mole"

lunedì 18 ottobre 2010

Tutte le cose buone o valide di questo mondo non hanno alcuna pretesa di inventare qualcosa di nuovo, ma vivono sulla forza evocativa del ricordo, della memoria, provocando un senso di familiarità. Tutte le "invenzioni", dal campo scientifico a quello artistico, non sono che la rielaborazione complessa e sovrastrutturata di progetti, oggetti o idee già esistenti in forma larvale e poi sovrapposti per complessità e significato.
Così una società vive per necessità di memoria, la quale non inventa se stessa o null' altro, ma si ristruttura e ricompone in maniera progressiva gli elementi che la costituiscono.

mercoledì 13 ottobre 2010

L' uomo vive nell' incapacità di creare miti. Questi sono lo specchio del suo senso di perfezione; poichè non gli serve più la perfezione in una vita miserabile, non crea più miti. Esiste solo la realtà zippata nella tv al plasma, nel denaro, e così via. Trattasi cioè di una realtà parcellizzata, monocellulare, biologicamente smunta e rattrappita.
Il mito è un faro, un esempio, per seguire con immagini scavate nel profondo di sè cose che, per quanto irraggiungibili, fanno vivere un uomo in una dimensione più elevata. Poichè il senso dell' elevato si è ridotto e smontato in tanti piccoli (quanto inutili) desideri legati nemmeno alla sopravvivenza, bensì a bisogni artificiali, non ha più bisogno di storie. I bambini crescono senza storie. Senza arti, senza mestieri.



martedì 12 ottobre 2010




And every breath we drew was hallelujah.

martedì 5 ottobre 2010

Tutte le civiltà più evolute e ricche hanno posto la donna al primo piano. Già dai Sumeri e Babilonesi, precursori della nostra civiltà, che veneravano Ishtar. La donna è il termometro della società in cui vive; i figli del mondo sono i suoi figli. Osserva cosa può fare e cosa non può fare la donna nel tuo mondo: in base a ciò, capirai quanto è evoluta la società in cui ti trovi. Come sono distribuite le ricchezze, ad esempio. E' l' essere sacro per eccellenza, e in base alla sua sacralizzazione in una data società avrai la temperatura di quel mondo, e ne capirai lo stato di salute. E' lei che porta la vita e la rinnova. Non solo fisicamente. Una società sana parte dal rispetto e dall' amore per la donna, in qualsiasi forma.



La Porta del Tempio di Ishtar a Berlino.


lunedì 4 ottobre 2010

Isola.

Poi arriva qualcuno e ti insegna che cos'è sorridere davvero. Cosa c'è dentro casa tua. In soffitta, tra scartoffie. Le cose che prima non potevi immaginare di te e non avresti potuto raggiungere. Le cose che non avresti mai sbloccato altrimenti; forse perchè le tenevi in serbo o non ne valeva la pena. Forse ciò è costato a qualcuno; non si può impedire. Ci sono delle tasse da pagare, per tutti, che sono gli "errori". Il mare è lo stesso, ma ogni isola è diversa.


Di salotti è pieno il mondo e tutti possono parlare di tante cose; ma essere cultura è completamente diverso. Viverla è avere una serie di rapporti umani autentici e corrispondenti.
Vanno benissimo le festicciole, le inaugurazioni; ma ciò che conta, alla fine, è il cerchio di amicizie. Che, come insegna l' antropologia, è limitato a un numero ben definito. Vedi chi hai intorno e ti dirò chi sei.
Ho letto lodi sperticate per ragazzotti che lasciano il sistema legato al mondo dell' arte per ritirarsi tra sè e sè come fosse una scelta di coraggio. Che stupidità e che mancanza di fiducia nel proprio lavoro. Non c'è nessun coraggio a scegliere di non avere amici; evidentemente quel lavoro è debole e non è capace di attirare a sè nulla.

A F. e F.

lunedì 27 settembre 2010

Dialoghi.



Ti diedi due girasoli perchè erano le tue parole
che ascoltai per davvero e portai da te in me e di nuovo da me in te, come un bacio;
poichè avevano l' Importanza.
Di nuove domande e nuove risposte.

Per dirti che ti ascoltai per davvero.
Non erano solo fiori, ma i Tuoi fiori.
Non erano solo fiori, ma le tue parole.


-Che senso ha per una madre un figlio che le cade dalle braccia?
-Il significato di avere delle braccia.
-Esiste l' amore eterno? Si può amare per sempre?
-Esiste l' amore e basta. I dubbi non sono amore: sono paura. Se all' altra persona dai domande, dai la tua paura.
-A che servono i dubbi?
-A non amare.
-Si possono cambiare le proprie azioni?
-Questo è quasi impossibile; non si può avere un effetto diretto sulle azioni. Sarebbe pericoloso e non avrebbe il senso di una saggezza maturata dentro le cose, con la vita vissuta, spesa. Sui sentimenti corrispondenti, però, sì, si può agire. Le azioni sono il risultato finale di un "climax" emotivo o intellettuale che sta all' origine. Lavora sulle "risonanze" che sono la causa del proprio effetto.
-E l'amore rappresentato nelle fiction, in tv al cinema etc?
-E' il risultato di un modo di vivere troppo identificato con le cose. Campano su una visione falsamente distante e falsamente vicina. L' amore che dai è il risultato di ciò che sei. Tutto suggerirebbe che siamo vittime delle circostanze, ma in realtà possiamo essere vittime solo di noi stessi. Ci sono i sentimenti veri, saggi, alti, e i sentimentalismi.
-Si può veramente sapere? Essere saggi?
-Se sei ciò che sai, sì. Spesso chi sa molto, o per meglio dire chi crede di sapere molto, finisce solo. Perchè si barrica in ciò che sa. Come un ricco chiuso dentro una villa; ma quella villa è un castello che cadrà, non certo eterno o veramente valido. Sapere non è catalogare, ma vivere dentro la vita. E poi il dolore è molto sopravvalutato; è uno strumento di maturazione veloce, forse il più veloce, ma serve a traghettare verso qualcosa d' altro, altrimenti è solo marciume. Come mai si soffre tanto per qualcosa che finisce? Perchè noi finiamo con essa. Si muore dentro, e si dà un estremo saluto a quel "noi stessi" di prima e che non tornerà più. Bisogna piuttosto saper morire; pochi hanno la minima consapevolezza di sè per capire cosa si abbandona di sè in un dolore. Oppure si rimane aggrappati lungamente a quel dolore perchè rappresenta un momento in cui, bene o male, si era vivi ,mentre davanti a sè si presenta un oceano sterminato e spesso spaventoso.
-Esiste una capacità di vivere?
-Sì, se vivi le tua capacità.
-Chi è Dio?
-La tua domanda e la tua risposta.

mercoledì 22 settembre 2010




Allena la mente; esercitala su pensieri chiari e netti. Mantienila sana, in forma, snella.
Allenala a vincere, letteralmente. Pensa pensieri vincenti, come fossi uno sportivo. I pensieri sono un flusso caotico di lacci sfibrati che vanno per conto proprio. Invece educa la mente, tienila in piedi, non lasciarla vagare, se puoi. Presta attenzione a ciò che pensi; non farti comandare da essa, piuttosto comandala tu.
Spesso si finisce in balia dei propri pensieri; quante paure, ad esempio, che non giustifichiamo nemmeno a noi stessi lasciamo che si creino nella nostra vita fino a condizionarla. Quanti problemi da realistici diventano reali; glielo consentiamo.
La mente ha il suo potere, che è invariato; ma consegnale il suo potere su un tappeto di pensieri il più possibile degni e vincenti.






martedì 21 settembre 2010

E ti trovò, o dolcezza, nell'ombra
casta, velata d'un vapor di stelle.
Fra quel tremolìo d'astri
discesi in terra,
in quell'azzurro di due firmamenti
A. Negri

Canto ciò che vedo e gli strumenti nuovi con cui mi nutri. Le pagine nuove dissotterrate e gli stati alti. Le Cose compaiono e io scompaio nella adorazione della tua bellezza per farle posto nella Camera del Re. Divinità che nutre il sangue e sangue che chiama Divinità. Lo vedi da te di cosa hai coperto la mia Essenza. Il linguaggio crudo di un tempo diventa fiume celeste. Parlavo a me stesso, ma nulla parlava a me. Era stanca, la mia voce, e addormentate le mie orecchie. Oggi ascolto i canti nuovi e sconosciuti; gli alfabeti senza codice e accordature non pensate. Canto, ti canto.

Per C.



martedì 14 settembre 2010

lunedì 13 settembre 2010

Arte povera.

La mia ammirazione va agli artigiani; al lavoro in mezzo a mille difficoltà e con due arnesi. All' aguzzare un ingegno reale, pratico, di sostanza ed effettivo. Alla mancanza di pose, di artificiosità, di complessità, di strutturazioni. Al galleggiare sorridendo sopra la necessità, le incombenze, i bisogni umani. Ciò che manca all' arte contemporanea è quel tipo di umanità. Il contatto con la realtà, e i suoi gridi. Non ascolta l' animo umano; spesso ne vuole costruire uno posticcio e fintamente esente dai fragori della vita umana. Non è che si debba parlare sempre agli operai; le fabbriche non esistono più ma gli uomini non è che vivono sotto terra.

domenica 12 settembre 2010

martedì 7 settembre 2010

venerdì 3 settembre 2010

Ringrazia i limiti che incontri per strada perchè ti offrono la capacità maestra di scavalcarli e mettere in moto i meccanismi mentali e Psichici utili a superare le Cose.
Puoi avere migliaia di mezzi, migliaia di denari, ma nessun insegnamento acquisito. Puoi avere tutto, qualsiasi cosa. Tuttavia avere tutto dà solo insoddisfazione, poichè manca in quel tutto la tua stessa vita vissuta e un senso di vuoto ti seguirà come un cane affamato e rognoso. Sviluppa la ricchezza della mente nel leggere, intelligere, comprendere, creare e sviluppare. Vivi pensieri e sentimenti ricchi, opulenti; rigetta con sdegno la mediocrità. Non è vero che tutto è relativo; ci sono dei sensi interiori all' essere umano che equivalgono ai sensi fisici, e che sono pertanto oggettivi e comuni. Nelle difficoltà, non preoccuparti. Piuttosto servitene per sviluppare la tua mente. C'è un brivido dentro ogni cosa; vivilo sfacciatamente, perchè ti terrà vivo.
Non seguire chi continuamente si piange addosso; non c'è nessun insegnamento nei drammi. Solo complessità, nessun insegnamento. Sono sereno in mezzo alle difficoltà? In realtà non è la domanda corretta, piuttosto: sono sano in mezzo alle difficoltà?
L'arte gioca coi meccanismi dei ricordi. Questi, infatti, hanno la capacità di metterci in contatto con i lati più nascosti e lontani del nostro essere. Attraverso dei collegamenti inconsci toccano tasti e relative note presenti in quell' enorme televisore che sono le nostre "viscere". Per questo i ricordi ci incollano a sè come magneti.
L' arte è la creazione artificiale di questo magnetismo e la sua provocazione più o meno consapevole. Si possono, infatti, provocare certi meccanismi artificialmente. Poi avranno certamente una vita autonoma nella mente del ricevente, come deve essere.

giovedì 2 settembre 2010

mercoledì 1 settembre 2010

Filastrocca.

Se butti un osso a un branco di cani, sarà difficile sentire "prego, prima lei" (F. Battiato)

Sono un corpo. Sono il vuoto intorno al corpo. Sono il vuoto dentro il corpo.
Dolore spingimi, non schiacciarmi.
Gioia spingimi, non schiacciarmi.
Parlo del massimo delle altezze
Scrivo del minimo delle bassezze.
Scalo la montagna,
discendo nell' acqua.
Acqua cullami, non affogarmi.
Monti fatemi scivolare sui vostri dorsi, non uccidetemi.
Sono circa sette persone, ciascuna intessuta sopra l' altra.
Ogni volta che faccio qualcosa, penso a cosa pensa quella che sta più in alto.

Ricordo, a una lezione di catechismo, che il prete presentò dei regali a noi alunni. In una scatola erano tenuti degli orologi che ci sarebbero stati dati come omaggio. Ricordo la corsa folle verso quella scatola, come un branco di cani affamati davanti a una bistecca. Con orgoglio rimasi seduto, provando un pò di vergogna per quella scena. Il prete mi guardò e sorrise; provai imbarazzo anche per quel sorriso. C'è chi è morto, pur essendo nel pieno della propria vita.



Io penso che si debbano inventare nuove forme di artigianato. Oggi sento cantare le lodi a quegli artisti (?) che scelgono di nascondersi sotto il proprio tavolino, magari coltivando le patate. Penso si debba camminare nel mondo senza essere del mondo; ogni situazione è una opportunità. Se la mente è sana, sa che, in ogni situazione ci si trovi, si possa avere qualcosa da imparare. e da creare. Io non sopporto le forme di pauperismo e tutto questo assolutismo per cui si devono vivere sempre delle scelte radicali (ma solo all' apparenza, e tanto mediocri nella sostanza) congelando il proprio sviluppo interiore. Che è possibile, possibilissimo. Solo, però ,coltivando il lavoro dentro qualsiasi situazione, mettendosi in gioco in ogni circostanza e giocando con ogni circostanza. L' eremita si isola soltanto perchè pensa di essere con una certa ingenuità il centro delle proprie cose; isolando se stesso, isola il mondo. Ma allora perchè vivere? E infatti l' eremita cerca una morte effettiva. Casualmente, sempre a causa di delusioni. Ma quella non è una morte sana, perchè è ancora vittima degli schemi di cui si serve per contrapporre ogni cosa e dargli un taglio manicheistico. Per fare godere, serve imparare a godere. Chi ama il proprio mestiere, lo pratica sempre e comunque. E' un amore invincibile, non cade vittima. Magari è figlio dei movimenti del cuore, ma non li detta. Li aggiusta, li armonizza. Amare e lavorare. Sempre e comunque, soprattutto nella selva di delusioni, amarezze, incomprensioni.



Sono nato in un morbido nido di paglia / quando la guancia di mia madre / era ancora di ovatta. / Il giorno passavo le ore / a contare i burattini umani / volpi tese a rubare nel mio cortile. / E una notte un fischio di luce / come una lamiera affilata di una spada / mi apriva dal cuore agli occhi / e un angelo, / un angelo grande / poi sempre più piccolo / leggero, imprendibile / mi sorrideva / tra gli echi di un sogno / in un tubo di ferro. / Angelo, ciondolo osceno della mia vita / custode malizioso della mia fortuna / quella notte tu mi hai promesso che t'avrei rivisto / oggi ho visto tanti uomini ma / ti sto aspettando ancora.

"A. Sorrenti, Angelo"


lunedì 30 agosto 2010

Memorie del sottosuolo.


Appare la vita, e scompare, tra destini familiari, fatti comuni, memorie ereditarie. Da un grande cerchio fatto dei retaggi esterni (la cultura ereditaria) se ne sviluppa uno, come un sottoinsieme, fatto di ciò che devi creare per te stesso.
Sappi distinguere tra strumenti tuoi, strumenti necessari, strumenti futili. E ancora tra quelli acquisiti per necessità, per convenienza..e quelli rifiutati, rigettati. Ringrazia sempre ciò che vedi perchè ti da la possibilità , oltre di vedere, di creare i tui parametri. Non credere ai sentimentalismi, ma sviluppa autenticità nei sentimenti. Non inventartene di nuovi, piuttosto fà brillare i tuoi. Alcune volte si nasce con dei pesi sulla schiena, alcuni molto pesanti.
Dentro di te, Adamo ed Eva dovranno accorgersi di essere nudi. Così dovrai partire per il tuo viaggio e, a volte, prendere le distanze con dolore da alcune cose. Nel bene o nel male, buon segno: così si forma la Coscienza. E' facile nascondersi in una grotta come un monaco: non vedere, non patire; non vedere, non vivere. E' soprattutto quando si muore, che si vive. Il dolore lo evitano solo i mentecatti e i pusillanimi. Questi, quando crederanno di essere suggiti alle proprie bestie rifugiandosi in un antro buio, troveranno dei draghi nelle loro tane. Proveranno a chiedere pietà alle bestie con i loro lamenti, i loro compianti e pigolii, ma, come ben si può immaginare, ciò non farà altro che inalberare ancora di più le bestie. Allora andranno in giro con stracci da commiserandi, imitando la povertà; o per meglio dire sbertucciandola, perchè la Povertà è sacra.
Forse per qualcuno stare sottoterra è un modo per accorgersi del cielo sopra la testa. Può darsi per qualcuno.
E' meglio essere vittime della Natura, nascendo senza un arto, o senza gli occhi, che senza la capacità di vedere, di toccare. La prima eredità non genera colpe, ma solo possibilità. Chi invece nasce "ricco" (come si suol dire fortunato) spesso cresce cieco alle proprie possibilità.






domenica 29 agosto 2010

venerdì 27 agosto 2010


Crederelasciareamareudiredareinsistereaveretrovareimpressionarsiarrabbiarsidonareorigliareridereoltrepassare

martedì 24 agosto 2010

giovedì 19 agosto 2010



Dedicato a Giancarlo. Ogni tanto sei con me, lo so.


Puoi essere una sorta di pila per le nuvole affamate che si servono della tua vita e farti trasportare dalle correnti in balia di ogni cosa, oppure maturare l' Organo di Volontà e vivere su un Elicottero, osservare le mosse del fuggitivo e stanarlo.

martedì 17 agosto 2010

Ogni sterpo e ramo bagnaticcio di palude, abbandonato alla terra, era un fiore blu. La Natura è cieca; vive e vede. Non sempre corrisponde alla nostra idea di intelligenza; sembrerebbe che non giudichi mai, tuttavia crea e distrugge. Ferocia, dolcezza. Tutto corre, sui prati bagnati, e scivola con il proprio nome. Sotto la stessa aria le cose hanno un suono diverso. Qual è il tuo suono?

mercoledì 11 agosto 2010



"Prendi la comprensione dell' Oriente e la scienza dell' Occidente, e poi cerca" G.

martedì 10 agosto 2010


Il grande Clemente Rebora


Oggi la vita mi reinizia. In qualche ganglo sperduto del cuore era nascosto l' Amore, quello che non vive sulla terra e per la terra. Non so se ho speso tutti i gettoni a disposizione; forse sì. So di avere attraversato un mare di merda, per farla breve. Tu non lasciare che le cose si attacchino a te. Se ti chiedi a che serva qualcosa che ti sembra inutile e gratuito, risponditi che in effetti non serve a niente. Niente serve perchè tutto serva. La questione è un' altra; si tratta di vivere distaccati dall' ego, che fa desiderare cose che poi crollano in tutta la loro polvere. Quanto tempo perso, parole sprecate, falsità, maleducazione, gratuità, false gentilezze. Invece nulla è gratuito; le cose hanno un prezzo segreto, eccome; e non sono illimitati gli strumenti a disposizione. E poi quanta vanità, quanta considerazione di se stessi. Come il bambino che nascondendosi il volto con le mani pensa di non essere visto dal mondo.
Vivi come un dio; magari un dio senza una gamba o un braccio, ma pur sempre un dio. Non ti capiranno. Troverai portoni chiusi nel più fortunato dei casi. Ma tant'è. Per uscire dal fiume nero del "karma" serve avere una visione serenamente distaccata. Nel Punto Zero del cervello troverai il muro di marmo splendente che ti renderà inattaccabile. Eppure gli umori,le passioni e le altre manifestazioni umane vorrebbero costringerti a immergerti nella follia, disperarti, rimanere piccolo. Spezza le tue catene, non essere misero o miserabile o miserando. E' un trucco infame. Sei superiore a tutto questo. Non ci sarebbe nessuna lotta; ma l' uomo vive scollegato da se stesso e peraltro non ha molti strumenti. E' ignaro della maggior parte delle cose che lo circonda, e il poco che conosce immagina soltanto di saperlo, non lo vive.

lunedì 9 agosto 2010

domenica 8 agosto 2010

giovedì 5 agosto 2010


La verità è che la maggior parte delle cose che circonda un uomo sono più grandi di lui. A volte vuole farsi più grande delle cose, ma finisce per soffrire come un cane.
Forse è vero che i sentimenti sono una specie di balletto indetto da una ingorda Luna. Fatto sta che maggior valore ha proprio la Memoria, in tutti i suoi sedimenti. La Memoria è un fiume impetuoso che lascia la sua traccia e ricorda come vivere. La presenza fisica è una sorta di prestito della Storia di cui farne un pò ciò che pare, dentro una sorta di teatro per lo più già inscenato. Conosci Ieri per conoscere Oggi.


A volte vorrei che gli angeli mi strappassero dalle carni l' amore. Mi sembra un gioco crudele di dei deviati che giocano a dadi con le leggi che rendono l' uomo una bestia o un bambino. Ieri sono stato a una festa di paese; vedevo alcune coppie ballare e prevedevo il loro dolore di molte di esse. Oggi cado ancora; vorrei strapparmi dalla pelle l' illusione che nutre i miei sogni. In effetti desidero cose che poi cadono dal precipizio. Amaro constatare come ci si infila per intero in questi sogni e per intero si esce frullati. Non capisco a cosa serva avere un cuore che desidera cose che non si possono materializzare. Il denaro sì, è facile da materializzare, ad esempio. Ma i sentimenti no e chissà se esistono.

domenica 25 luglio 2010

Nei suoi gesti meccanici tutta la folle prigionia dell' uomo. Peggio della prigionia, tuttavia, c'è la sua giustificazione. La morte di ogni residuo di volontà.
L' amore di cui spesso l'uomo ciancia non è che il frutto della sua fervida immaginazione o, peggio, di quella altrui. Egli non è in grado di vivere nulla di ciò che dice o di sperimentarlo, eppure tutto giudica. E' disposto a viaggiare milioni di chilometri per ritagliarsi le sue finte identità e inventarsi le sue missioni, ma vicino a sè ha il deserto.
Allo stesso modo in cui non distingue i suoi umori sessuali dal reale interesse per una persona. Come il maschio patetico che si addormenta via via al comando delle sue pulsioni e ragiona per umori appannati e confusi, muovendosi come uno scimpanzè in cerca della banana. Poi scimmione chiama scimmiona.
Parla senza sapere come un somaro che raglia senza conoscere se ha fame oppure sete o che altro.
Così vive i rifiuti della sua Coscienza come Realtà e passa il tempo della sua vita, in genere per intero, nella assoluta mancanza di presenza a se stesso, succube di desideri altrui, arrivatigli via posta come la pubblicità.
Tutto sembra portare a una comodità insuperabile; la tavola è già apparecchiata, tutto è pronto. Parla di volontà o di sogni, ma non sa cosa siano. Se desiderasse saperlo, andrebbe incontro a ciò che gli serve sapere.

martedì 20 luglio 2010

Proprio perchè intorno sembra crescere solo erba secca, vivi come un angelo ostinato e in direzione contraria. Dentro quante bugie vive un essere umano; alzati da dove sei. Non rispondere con la tristezza al degrado; se non sai attraversare il bosco di notte significa che non sai camminare. Peggio, ti è inutile, non ha senso.

lunedì 19 luglio 2010



Chi chiacchiera dei tuoi sentimenti è perchè non ha modo di averne di propri.

domenica 18 luglio 2010



Il vuoto è un attimo che attraversa la mente; un secondo di energia allo stato puro. Non devi seguire cammelli, elefanti, lama..non ti fissare sulle gambe, sulle braccia, sulle costole..Esci da te, non importa se per un secondo o due. Ma un uomo che fugge i pensieri è come un topolino che si dimena sotto gli artigli di un' aquila. Questa lo stringerà ancora di più e lo ucciderà all' istante.
Si può trovare la propria Natura con mezzi non naturali? Tutte le respirazioni, le pose, le sapienze, le parole..sono tutte naturali?

A lu centru de lu cori
se pusò 'nu çiuri
ca ramificò riamanti
ca nu sapìa nominari.
Idda li tenia ppe Natura
e io fici rifari
tuttu lu jardinu.

sabato 17 luglio 2010

Non si può solo desiderare; occorre irrigare i propri desideri con l' attenzione cosciente. Se non si esercita una attenzione viva su di sè, qualsiasi cosa è destinata a morire.
L' amore ha la capacità di tenerci vivi attraverso un sistema complesso di energie che scorrono all' interno. Esistono le Muse, certamente. Al loro canto si risveglia proprio quell' attenzione viva che bisogna avere sempre per essere vivi. Tutti nascono con un giardino; deve però piacerti tenerlo come si conviene, se non ti vuoi ritrovare con un fascio confuso di rami secchi e foglie morte.

E tu, tesoro da vita mia, me teni verde lu jardinu
tu si l' acqua ca tene vive le chiante
ora ca te canosco
so ca era tantu cchiu pìcciulu
una tela abbozzata
nu prugettu senza princìpiu



Quando un aspetto che sai essere negativo si presenta, osservalo; può essere un indizio per qualcos' altro. Se lo sai attraversare non ti nuocerà, ma sarà un alleato.
Se perdi qualcuno per via della sincerità con te stesso, non hai perso nulla, ma hai guadagnato qualcosa.
Senza morire non vivi. E' il fiume da attraversare per conoscere. Il passaggio obbligatorio per arrivare al fiume. Un giorno ti svegli e qualcosa di diverso ti attraversa il cuore, i polmoni, il fegato. Non si può passare a un' altra parte di sè in un' altra maniera. In genere nessuno ti accompagna e attraversi il ponte da solo. Che tu ci riesca o meno, nemmeno importa. Attraversare è ciò che conta; fallo per te stesso e poi ti ristorerai alla fine.

mercoledì 14 luglio 2010



Contieni le energie in te. La volontà non basta, serve generare la forza in grado di ottenere dal desiderio. A volte può funzionare con una certa casualità, il desiderio, ma è una eventualità da scongiurare. Ultimamente si parla di questa cose, ma senza conoscerne il significato. Il desiderio di conoscere davvero basterebbe per incontrare circostanze e "casualità". Andando avanti, semplicemente.
Tra tutte le cose difficili che deve compiere un uomo, una è uscire dalle griglie dei suoi sogni. I sogni non sono i desideri: i desideri creano la coscienza, i sogni gli lacerano il tempo. Ai sogni hanno dato per madre la paura, ai desideri diedero per padre il coraggio.
Dal desiderio nasce un atto cosciente, volontario, che richiede attenzione e non si genera nel sonno. Onirico e desiderio spesso si confondono nella mente. Rabbiosamente i sogni dominano, lasciano in balia del mare aperto incontrollato. Oltre questa mancanza di controllo su di sè, serve impugnare la spada, ed eccellere con le armi.

giovedì 8 luglio 2010

Tanti genti pinsa ca lu curaggiu è fari acrobazie;
iu de siri degno ri ricèviri lu nome tuo
ogni gghiornu

Tao Robot



Quadri miei
audio realizzato con D-Speech
Video finale dalla festa patronale di Scorrano (Le)

mercoledì 7 luglio 2010

"Per esempio, in un monastero un uomo può restare a digiuno una settimana, ma nella vita non ci riesce nemmeno per tre ore. E allora, a che cosa gli sono serviti i suoi esercizi?" (G.I.Gurdjieff, Vedute sul mondo reale)

Pensieri e parole giacciono nel profondo scollate; parrebbe una vasca di girini impazziti. Oppure un fascio di fibre slacciate, senza nerbo, a formare un vestito senza una benchè minima forma.
Così tutto ciò che si fa muore nel piccolo recinto in cui nasce; oggi vale un sentimento, domani un altro. Questo non perchè, come avviene per natura, si cambia (si dovrebbe generosamente dire "ci si evolve"); piuttosto perchè non conosciamo nulla di noi stessi e non sappiamo da dove partono movimenti, pensieri, parole. Tutto nasce e, nella maggior parte dei casi, muore meccanicamente. Non c'entra la morale o la severità, che sono risultanti di una osservazione..manca la base! Cioè la osservazione stessa. Cosa vuoi vedere? Cosa puoi vedere? Vuoi vedere?

lunedì 5 luglio 2010

Non ci sono randi insegnamenti nellu duluri,
se non ca è lu maistru da evitari.
Vivi currennu a cento all' ora
lustru rô Suli
e ccu li peri supra la seggia.
Tante sonu le staciuni ca me senti cantari,
ma addumannai a Ddiu
di avere lu cielu tuo supra la testa.

domenica 4 luglio 2010



Estasi ordinata di inteletto, cuore e corpo;
quando questi tre cavalieri corrono insieme non ti ferma più niente.
Prima è solo un ingannarsi e credere a falsità, agitazione, degrado.

sabato 3 luglio 2010

noi per paradosso nasciamo per essere liberi, eppure a volte facciamo di tutto per imprigionarci con le nostre mani. Ma è attraverso l' esperienza della galera che si grida la propria libertà con una voce fino ad allora sconosciuta.

venerdì 2 luglio 2010

La volontà e la elevatezza della sua coscienza contraddistinguono l' uomo evoluto. Ma tutta la volontà di questo mondo sarebbe inutile e persino insensata se indirizzata a desideri non corrispondenti. Spesso grande volontà significa grande danno, nel chiasso e nella Selva dei finti Io e dei loro falsi desideri.Quanto più si è evoluti, tanto più lo è la chiarezza della propria volontà. E il proprio Essere avrà a disposizione una vera e propria banda larga attraverso cui riceveresegnali sempre più chiari e nitidi, senza...limiti di navigazione e senza contratti ingannevoli. Previo lavoro, tutto è gratis.
Perchè tu riconosca che qualcosa è falso, deve prima apparirti reale. Finchè la bugia non brucia dentro, non la vedi.

Di tutte le psicostramberie umane, una indistruttibile è la mancanza di rispetto per se stessi e persino l' incapacità di cercare al proprio fianco persone in grado di portare rispetto e meritarsi fiducia.
L'arte di vivere non consiste nel preservare ed aggrapparsi ad un particolare umore della felicità, ma nel permettere alla felicità di cambiare la sua forma senza essere delusa dal cambiamento, poichè la felicità, proprio come a un bambino, deve essere permessa per crescere. C.Morgan

giovedì 1 luglio 2010

La prima bugia su cui muoiono tutti gli artisti è pensare o capire di esserlo. Tieniti vivo e lascia che la serpe si morda la coda in eterno; rigenerati continuamente sapendo che non possiedi nulla e che non hai che i tuoi sentimenti. E' ciò che hai che ti ha. E portati via da lì.

mercoledì 30 giugno 2010

mercoledì 23 giugno 2010


Ci sono Muse parlanti e Muse silenziose; non esiste la creazione, ma l' ascolto. Si tratta di far emergere. A qualcuno riesce bene per diversi motivi; mi trovo quì, nel deserto, anche di parole, con una caterva di idee e mi sento appena nato. E appena morto, ovviamente. Così accade, ammesso che qualcosa davvero accada. Per il resto si tratta di saper fuggire quanto saper tornare. Sì, è la prima dedica. E' un avanti indietro senza sosta (per citare De Signoribus) sempre pieno di domande e, per fortuna, mai di risposte. Rispondere sarebbe morire di colpo, perchè spiegare è una illusione della coscienza. Chi pensa di poter dare delle risposte illude se stesso; allo stesso modo muore tanto spesso la creatività dentro le viscere di chi si ocupa di arte o creazioni in genere. Muori alle tue illusioni, e vivi alla non-conoscenza. Sapere di non sapere sarebbe già un buon passo.
Ciao, C.

mercoledì 16 giugno 2010

Il coraggio non sta nel non provare paura o limiti, ma nella volontà di superarli.

domenica 13 giugno 2010

In realtà, la peggiore ubriacatura è quella della mente; delle idee, delle congetture incessanti, dei sogni. Essere, come si dice, schiavi delle proprie identità (figuriamoci costruirne) sarebbe persino un lusso. Ma, di fatto, nemmeno esiste la coscienza di una identità; soltanto congetture nei propri paesi volanti.

venerdì 11 giugno 2010

Quello che gli uomini chiamano a sproposito con il nome di "amore" non è che un' altra forma di attaccamento a se stessi. Laddove vi sia un briciolo di consapevolezza dei sentimenti, si pensa davvero di poter "voler bene", "fare qualcosa". Ma sono tutte bugie, o mezze bugie, poichè un uomo mette sempre se stesso davanti a ciò che crede essere un sentimento. Quest' ultimo ora sale, ora scende, ora va quà, ora là, in base al vento che tira e alle circostanze proprie.

"Mi disse che mi voleva bene. Dopo che si era seduta al mio tavolo e aveva mangiato e stramangiato lasciò il cuore in gran disordine. Se qualcosa di quel cuore rimaneva, era una specie di muscolo rattrappito e raggrinzito in una smorfia. Ora lo vedevo proprio come una tavola cui si era seduta lei, lasciando le posate sporche alla fine di quella rapida e maleducata cena, andando via senza salutare. Francamente anche un gran rumore di rutti, intorno. Mi aveva mangiato e digerito.
Mi disse che mi voleva bene; si capiva che mi voleva "frequentare". Io in verità non sapevo che dire, nè che rispondere. Vedevo che tutto ciò che aggiungevo con le parole era un' altra bugia. Ma che senso ha voler bene? Sapevo che serviva più al suo scrupolo che all' amore reale. Gli abbracci suonavanno come un gioco che, appunto, mi svuotava. Quegli abbracci continuavano ad approfittarsi di me. Me ne andai senza salutare."

martedì 8 giugno 2010

"Senza malattia certe verità rimarrebbero per sempre escluse alla conoscenza umana" Virginia Woolf

lunedì 7 giugno 2010

Le mostre delle mostre delle mostre.

L' unica dimensione che conta è quella del lavoro; quello concreto, quello quotidiano. Così hai la misura concreta della distanza tra ciò che dici di essere e ciò che sei veramente. Per carità, va tutto bene. Si può anche vivere esclusivamente nella sfera mentale dove le cose non corrispondono mai nella vita reale e continuare a trastullarsi con le idee filtrate e rifiltrate senza averne esperienza. E' la sindrome di internet, che rende tutti partecipi e nessuno partecipante. Armiamoci e partite.
Arrivederci, me ne vado al mare.

domenica 30 maggio 2010

Vivere è recitare. Anche quando si crede di essere sinceri; per l' appunto, si crede, e si recita la parte della sincerità. Essere autentici non significa affatto dire la propria opinione liberamente, o manifestare le proprie "idee", ammesso che esistano, con "libertà".

venerdì 30 aprile 2010

venerdì 23 aprile 2010

Io trovo l'esistenza individuale una specie di bugia ben architettata. Gli stati più alti che un essere umano può sperimentare, più o meno occasionalmente in base alla attenzione verso se stesso, corrispondono sempre alla perdita dell' ego.
Si vive ingabbiati in tanti piccoli "io" che contraggono debiti occasionali e da cui non ci si libera, spesso per tutta la vita. Questo può creare un dolore enorme;
un modo per non farsi sopraffare è giocare intelligentemente con l' ego, dato che non si può evitare.
Ma il dolore e la gioia vivono prima di me e non dipendono da me in senso stretto.

giovedì 22 aprile 2010

Courage.

"Quando uscivo con Jim (Morrison) lui camminava spesso lungo i cornicioni dei palazzi; aveva questo bisogno di spingersi sempre oltre il limite" (Alice Cooper)

Anche il senso di "ribellione" può essere funzionale, cioè vivere in merito a qualcosa ed essere ingabbiato in una logica; di fatto conta il coraggio. Ammirare, emulare, imitare..vanno bene, ma non è vivere.



venerdì 19 marzo 2010

mercoledì 17 marzo 2010

Prendere e lasciare; se non prendi e vivi, non lasci e muori, e se non lasci e muori, non prendi e vivi.

giovedì 11 marzo 2010

La visione della cotoletta.

Un'altra moda è la professione di nullità, di mancanza di "valori", di presunta assenza di intenzioni..Non è che l' altra faccia del peggior moralismo. A dispetto di ciò che si può dire a una visione superficiale, il mio lavoro non predica nulla, soltanto vive dell' esperienza personale del "ricordo di sè" e della scalata verso strati altri della vita. Non sono suggerimenti, ma constatazioni; tuttavia anche queste cambiano, perchè il lavoro è in movimento, come lo dovrebbe essere ognuno.

http://www.smartarea.it/it/Smartshows/Smartshows-2010/Stefano-Abbiati-Mineralizzazioni/Stefano-Abbiati-Mineralizzazioni_2_636_493_0.html

lunedì 8 marzo 2010

Il peso.

Oggi ho sognato come si muore quando si è coscienti. E' una sensazione molto amara e sgradevole: si sente con una certa chiarezza lo sforzo del corpo di tenersi attaccato al cordone. Si è combattuti tra accettare la sorte, rincorrere un senso mentre non c'è tempo..L'ultima contraddizione che si affaccia alla vita. Poi mi sono svegliato; e quì sta un senso. Ci si accorge di questo sogno pesante, si avverte che si era un'altra cosa, completamente. Restano al mattino alcune tracce, e proprio la morte le sedimenta, le calcifica. E' così anche quando si muore a se stessi, internamente. C'è una transizione pesante, dura; si lascia qualcosa, o l' idea di qualcosa. Il sogno pesante, lungo l'asse del tempo, svanisce, e con esso tutto l' attaccamento ad esso. E' questa veste, l'attaccamento, a conferire il peso. Non si tratta di vivere con leggerezza o pesantezza: entrambi sono pesi specifici. Si tratta di correre coscientemente sul filo oscillante ed essere coscienti di sè, in sè, senza esservi immedesimati.

domenica 7 marzo 2010

L' importanza del lavoro di un artista si misura con la stupidità che gli si manifesta intorno.

martedì 2 marzo 2010

Continuamente, una forza ti tiene premuta la testa sott'acqua. All' ingiù, in apnea. In questo sonno non solo non ti ricordi di te stesso, ma ti ricordi di dimenticare.
Se non vivi in terza persona non ti osservi correttamente, e se non ti osservi correttamente tutti i meccanismi che ti rendono una persona perlopiù spregevole, indesiderabile e indigesta non emergono (vedi la famosa parabola della lucerna).
Molta gente seduce se stessa con stupide frottole; tra le tante ad esempio l'amore profuso in abbracci dal pessimo sapore agrodolce. Oppure nei famigerati viaggi per andare "lontano", magari esportando i propri piagnistei in un Paese, appunto, lontano. Che è distante il più possibile da se stessi, da affetti che sarebbero tropo vicini, ingestibili, stridenti e contraddittori con la propria immaginazione. Meglio compiangere il poverello, che possibilmente non ha nulla da dirti o rimproverarti e che, nel caso, poichè gli servi, non ti manda al diavolo.

sabato 20 febbraio 2010

"Il libro della vita si apre con un uomo e una donna e si chiude con l' Apocalisse" O. Wilde

martedì 16 febbraio 2010

"Non ho bisogno di certezze, io vivo nel coraggio" Sri Nisargadatta Maharaj

domenica 14 febbraio 2010

mercoledì 10 febbraio 2010

Non c'è miglior principio di quello che nasce per essere superato.
Quando una persona si considera buona e non cattiva, si auto-afferma identificandosi con questa convinzione, che prolunga l’esistenza separativa in una nuova forma. In certi casi questa nuova costruzione dell’ego è più difficile da smantellare, perché spesso ci si identifica più completamente con il bene che non con il male. È più facile liberarsi dell’identificazione con il male perché, non appena si percepisce che il male è male, la sua presa sulla coscienza perde forza. Districarsi dalla presa del bene è un problema più difficile, poiché il bene ha una parvenza di auto-giustificazione perché il confronto con il male è a suo favore. Con il tempo tuttavia, l’aspirante si stanca della sua nuova prigione, e dopo questa intuizione abbandona la propria esistenza separata trascendendo la dualità di bene e di male.
Meher Baba

lunedì 8 febbraio 2010

Control

l'uomo non ha la minima idea intanto di cosa voglia la mente, la sfera emotiva, la sfera "meccanico-motoria" etc etc; pensa che tutte queste voci siano una e non intende.
Presuppone di volere, di fare..ma non conosce i suoi ingranaggi dietro i meccanismi spesso del tutto "chimici". C'est la veritè.
Così pensa di controllare la vita affidandone i ruoli alla sfera che crede essere razionale, ma resta in balia dei suoi conflitti perchè guarda senza conoscere il modo per guardare.

venerdì 22 gennaio 2010

È la tragedia dell’essere umano, che qualunque piccolo “io” abbia così potere di firmare assegni e cambiali e che sia in seguito l’uomo, ossia la totalità dell'individuo, che debba farvi fronte. Vite intere trascorrono così, per regolare dei debiti contratti da piccoli “io” accidentali. (G. I. Gurdjieff)

mercoledì 20 gennaio 2010

La sostanza del trascendimento degli attaccamenti non consiste nel cambiare stile di vita, ma nella maturazione della consapevolezza.

www.andreapangos.it

martedì 19 gennaio 2010

Popolari?

“non penso di avere talento. Penso solo di essere ricettivo”
F.Bacon

Dal momento che, purtroppo o per fortuna, non si può prescindere dalla forma, non si può che partire da quella per capire l' irrazionale (o muovercisi dentro). Trovo piuttosto miserabili quelli che partono dall' interpretazione altrui della forma come dato reale; è ridicolo. Non può costituire un punto di partenza un punto di arrivo! Si contraddice da sè. Questa è semmai dipendenza dall' illustrazione, e non critica della realtà, visione. Quella è dipendenza dalla realtà! Partire da un dato già assunto e sguazzare in ciò che viene reputato con grande presunzione come oggettivo. Altrimenti uno accende la tivu e si guarda la pubblicità della pastasciutta.


“Beʹ, se per esempio pensa al grande autoritratto di Rembrandt di Aix‐en‐Provence, e se lo analizza vedrà che gli occhi praticamente non hanno orbite, che si tratta di un'immagine completamente anti‐illustrativa. Penso che il mistero del dato reale sia comunicato da unʹimmagine creata con segni irrazionali” F.Bacon

lunedì 18 gennaio 2010

Uscire dalla mente e uscire dalle categorie. Uscire dalle teorie, in particolare dalle teorizzazioni.
Uscire anche dalla serenità, medesima illusione. Essere nel Totale è già comprensivo, individuale.

giovedì 14 gennaio 2010

E' ovvio che non esistano cose nuove, ma solo cose; esistono però valori nuovi, occhi nuovi e quelle che chiamano interpretazioni che cambiano la sonorità e a volte la spostano di una ottava.

mercoledì 6 gennaio 2010

lunedì 4 gennaio 2010

La pittura contemporaneista rimette sulla scena, insomma rigurgita sul bavaglino, ciò che gli suggerisce internet, le cose, la televisione..il sistema di visione odierno senza la minima scalfittura.
Non è che uno debba stordirsi di libri, ma almeno farsi un paio di domande anzichè rifriggere nelle uova la pasta già masticata.


sabato 2 gennaio 2010

Ipermimesi

"Il costruttore di mondi virtuali è pertanto un custode e un esploratore delle profondità archeopsichiche. Il mondo "panfotonico" è il limite della temporalità e della misura. [...]La struttura di questo spazio panfotonico non è una sfera che si espande. Essa è paragonabile a un' ipersfera, della quale percepiamo di volta in volta soltanto singole proiezioni. Quando si raggiunge il imite dello spazio non si esce dalo spazio, ma appunto si incontra il limite della proiezione; oltre il quale, tutt'al più si accede un'altra partizione delle infinite proiezioni dell' Ipersfera.
Nell' ipersfera decadono le comuni pratiche che regolano la costruzione di un oggetto esteticamente ben formato. Così, per esempio, alla mimesi si sostituisce l' Ipermimesi, la quale non è soltanto la risposta coordinata a una capacità ricettiva (visiva e non solo) ma è al contrario una funzione attiva, esplorativa. E' la capacità di coordinare tra loro tutte queste sensazioni in un'unità dell' appercezione sul piano delle dimensioni superiori alla quarta".

Da "La Razza stellare", di R.Notte, Ed. Seam

venerdì 1 gennaio 2010

Guardare non è guardare dall' alto, ma ad altezza occhi (Da "Il cielo sopra Berlino")